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| Amos Oz, scrittore israeliano "Giuda" |
“Provavo
una certa invidia verso mio padre. Diversamente da quanto succede a
me, non si ritrovava mai a fissare un unico foglio bianco e beffardo,
piazzato al centro di un arido piano di lavoro come un cratere sulla
superficie lunare. Soltanto il vuoto, la disperazione e tu”.
Sindrome
della pagina bianca? Panico da schermo vuoto? Terrore da entusiasmo
scomparso?
La
lista potrebbe continuare all’infinito, ma è sempre lei il terrore
di ogni scrittore per professione o per diletto: la crisi
d’ispirazione!
E'
un momento difficile, frustrante.
Non
riuscire ad andare avanti, o iniziare è demotivante.
Fa
pensare che se non riusciamo a proseguire vuol dire che la storia non
merita o che non siamo abbastanza bravi.
Un
segreto inconfessabile, fino a poco tempo fa!
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Elena Loewenthal autrice e traduttrice di
numerosi testi ebraici. Collabora con la
Stampa.
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Marco
Paolini, teatrante, utilizza il multitasking: tiene a disposizione più
spettacoli così che se non riesce ad andare avanti con uno passa al
successivo e così via.
Elena
Loewenthal percorre un lungo giro della
stanza, alternato a una scorpacciata di cioccolato e una successiva
doccia rilassante.
Paolo
Giordano comincia ad orbitare attorno al computer fino ad
addormentarsi per poi al risveglio buttare giù nuove idee.
Antonio
Scurati si mette a leggere di tutto e di più.
Andrea
Vitali ripone la penna e va ad occuparsi del suo orto.
Insomma
i rimedi fai dai te che questi grandi artisti e scrittori ci
forniscono sono molti e disparati.
Ciò
che vi occorre è trovare il vostro.
La
paura di non sembrare abbastanza intelligenti o carichi di
significati profondi spesso ci fa dimenticare che scriviamo per la
voglia di farlo, per raccontare una storia. Non per soddisfare il
nostro ego.
Questo
atteggiamento ci blocca.
Stacchiamo
la spina, dedichiamoci ad altro.
Poi
quando siamo rilassati prendiamo un foglio, una penna e mettiamoci in
un posto.
Isolato,
affollato, in città, in campagna.
Non fa
alcuna differenza.
Qualsiasi
cosa che vediamo o troviamo nel mondo reale può rappresentare uno
spunto interessante su cui costruire qualcosa.
Anche
se nasce qualcosa di inaspettato, di non pertinente al vostro
precedente elaborato, è pur sempre importante.
Potrebbe
essere il vostro futuro progetto, un post da mettere su un blog, un
articolo.
E' una
dimostrazione che le vostre idee sono ancora lì, cariche di
creatività e pronte a riaffiorare, aspettano solo che voi le
lasciate uscire.
Lasciatevi
guidare dalle associazioni che vi vengono in mente.
Molte
delle tecniche per combattere il blocco dello scrittore suggeriscono
questo, come nel freewriting che permette di liberare i propri
pensieri superando i blocchi psicologici
e la paura di sbagliare; raccogliere pensieri e idee su un argomento,
per poi
passare alla scrittura formale.
E
la sua evoluzione il listing, associazioni a cascata, partendo da un
tema centrale.
Fatevi
molte domande.
Una delle regole del giornalista, ma anche di
qualsiasi scrittore, è quella delle 5W ( Chi? Dove? Quando? Perchè?
In che modo? )
La
curiosità è la spinta che vi avvicina alla conoscenza. E' ciò che
fa crescere un bambino e che vi fa dire: che bambino intelligente!
Dunque
leggete e rileggete ciò che scrivete e assicuratevi che tutte le
domande abbiano una risposta soddisfacente.
Per
ultima lascio la tecnica più razionale e complicata, il cubing. Avete presente
un cubo a sei facce?
Bene,
immaginate che su ognuna si sviluppi il vostro soggetto con sei punti
di vista diversi.
Con
che criterio?
Questa
di solito è l'organizzazione più consigliata, ma i paramentri
possono essere molti e diversi:
- Descrizione ( fisica, sensoriale, emotiva, ecc. )
- Comparazione ad altro: somiglianze e differenze
- Associazioni ( a cosa ti fa pensare? Che sensazione ti lascia? )
- Analisi ( si può scomporre in più temi, luoghi, o altro? )
- Applicazioni ( come può essere utilizzato quello che hai scritto, o l'oggetto/luogo/personaggio scelto? )
- Esponi opinioni personali sul soggetto scelto
Questa
tecnica incoraggia a guardare il problema da punti di vista diversi e
può risultare molto utile a uno scrittore che vedrà su quel foglio
bianco materializzarsi una mappa di strade diverse da poter
percorrere e tracciare.
Senza
essere così tecnici, questi escamotages vi saranno insegnati al
corso di scrittura creativa con esercizi e confronti e senza nemmeno
rendervene conto, avrete una fonte inesauribile di file e schede sul
vostro pc da cui attingere nei momenti di crisi.
Io ho
imparato a superare la crisi d'ispirazione proprio durante una
lezione di descrizione di un luogo.
Ho
trovato nell'osservare il mondo che mi circondava un cantiere di
mattoni per costrure il mio mondo di pagine.
Questo
è il modo in cui io gestisco il blocco dello scrittore e il vostro
qual è?




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