martedì 13 gennaio 2015

Quando le idee vanno in letargo

Amos Oz, scrittore israeliano "Giuda"


“Provavo una certa invidia verso mio padre. Diversamente da quanto succede a me, non si ritrovava mai a fissare un unico foglio bianco e beffardo, piazzato al centro di un arido piano di lavoro come un cratere sulla superficie lunare. Soltanto il vuoto, la disperazione e tu”.


Sindrome della pagina bianca? Panico da schermo vuoto? Terrore da entusiasmo scomparso?
La lista potrebbe continuare all’infinito, ma è sempre lei il terrore di ogni scrittore per professione o per diletto: la crisi d’ispirazione!
E' un momento difficile, frustrante.
Non riuscire ad andare avanti, o iniziare è demotivante.
Fa pensare che se non riusciamo a proseguire vuol dire che la storia non merita o che non siamo abbastanza bravi.
Un segreto inconfessabile, fino a poco tempo fa!

Elena Loewenthal autrice e traduttrice di 
numerosi testi ebraici. Collabora con la 
Stampa.
Oggi non è più così, sappiamo che anche i più affermati artisti ne soffrono, e loro stessi ci suggeriscono i loro rimedi per combattere il letargo delle idee.
Marco Paolini, teatrante, utilizza il multitasking: tiene a disposizione più spettacoli così che se non riesce ad andare avanti con uno passa al successivo e così via.
Elena Loewenthal percorre un lungo giro della stanza, alternato a una scorpacciata di cioccolato e una successiva doccia rilassante.
Paolo Giordano comincia ad orbitare attorno al computer fino ad addormentarsi per poi al risveglio buttare giù nuove idee.
Antonio Scurati si mette a leggere di tutto e di più.
Andrea Vitali ripone la penna e va ad occuparsi del suo orto.
Insomma i rimedi fai dai te che questi grandi artisti e scrittori ci forniscono sono molti e disparati.
Ciò che vi occorre è trovare il vostro.

La paura di non sembrare abbastanza intelligenti o carichi di significati profondi spesso ci fa dimenticare che scriviamo per la voglia di farlo, per raccontare una storia. Non per soddisfare il nostro ego.
Questo atteggiamento ci blocca.
Stacchiamo la spina, dedichiamoci ad altro.
Poi quando siamo rilassati prendiamo un foglio, una penna e mettiamoci in un posto.
Isolato, affollato, in città, in campagna.
Non fa alcuna differenza.
Qualsiasi cosa che vediamo o troviamo nel mondo reale può rappresentare uno spunto interessante su cui costruire qualcosa.

Anche se nasce qualcosa di inaspettato, di non pertinente al vostro precedente elaborato, è pur sempre importante.
Potrebbe essere il vostro futuro progetto, un post da mettere su un blog, un articolo. 
E' una dimostrazione che le vostre idee sono ancora lì, cariche di creatività e pronte a riaffiorare, aspettano solo che voi le lasciate uscire.
Lasciatevi guidare dalle associazioni che vi vengono in mente.

Molte delle tecniche per combattere il blocco dello scrittore suggeriscono questo, come nel freewriting che permette di liberare i propri pensieri superando i blocchi psicologici e la paura di sbagliare; raccogliere pensieri e idee su un argomento, per poi passare alla scrittura formale.
E la sua evoluzione il listing, associazioni a cascata, partendo da un tema centrale.
Fatevi molte domande. 
Una delle regole del giornalista, ma anche di qualsiasi scrittore, è quella delle 5W ( Chi? Dove? Quando? Perchè? In che modo? )
La curiosità è la spinta che vi avvicina alla conoscenza. E' ciò che fa crescere un bambino e che vi fa dire: che bambino intelligente!
Dunque leggete e rileggete ciò che scrivete e assicuratevi che tutte le domande abbiano una risposta soddisfacente.
Per ultima lascio la tecnica più razionale e complicata, il cubing. Avete presente un cubo a sei facce?
Bene, immaginate che su ognuna si sviluppi il vostro soggetto con sei punti di vista diversi.
Con che criterio?
Questa di solito è l'organizzazione più consigliata, ma i paramentri possono essere molti e diversi:
  1. Descrizione ( fisica, sensoriale, emotiva, ecc. )
  2. Comparazione ad altro: somiglianze e differenze
  3. Associazioni ( a cosa ti fa pensare? Che sensazione ti lascia? )
  4. Analisi ( si può scomporre in più temi, luoghi, o altro? )
  5. Applicazioni ( come può essere utilizzato quello che hai scritto, o l'oggetto/luogo/personaggio scelto? )
  6. Esponi opinioni personali sul soggetto scelto
Questa tecnica incoraggia a guardare il problema da punti di vista diversi e può risultare molto utile a uno scrittore che vedrà su quel foglio bianco materializzarsi una mappa di strade diverse da poter percorrere e tracciare.

Senza essere così tecnici, questi escamotages vi saranno insegnati al corso di scrittura creativa con esercizi e confronti e senza nemmeno rendervene conto, avrete una fonte inesauribile di file e schede sul vostro pc da cui attingere nei momenti di crisi.
Io ho imparato a superare la crisi d'ispirazione proprio durante una lezione di descrizione di un luogo.
Ho trovato nell'osservare il mondo che mi circondava un cantiere di mattoni per costrure il mio mondo di pagine.


Questo è il modo in cui io gestisco il blocco dello scrittore e il vostro qual è?

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