giovedì 26 marzo 2015

"Lo specchio è un' eco visibile"


JORGE LUJAN
Architetto, musicista e scrittore è nato a Cordoba, Argentina. Ha lasciato il suo paese a causa della dittatura. Vive in Messico dove insegna “Creazione letteraria” all’università. Scrive per bambini e adulti. Ha pubblicato trentotto libri, molti dei quali tradotti in dieci lingue. I suoi testi hanno ispirato illustratori di grandissima qualità come Isol, Mandana Sadat, Chiara Carrer, Javier Zabala, Linda Wolfsgruber. In Italia ha pubblicato Sera d’inverno e Nelle mie mani, entrambi con Bohem Press. 


Tra i tanti riconoscimenti, ricordiamo: nel 1995 il Premio de Poesía para Niños assegnato dallaALIJA (sezione Argentina dell’Ibby) e, nel 2005, in Messico, il Premio al Arte editorialper Sera d’inverno. È candidato al Premio ALMA (Astrid Lindgren Memoria Award) per l’Argentina.

«Un bambino può essere un poeta migliore di Neruda o Montale e questo perché i bambini sono liberi, mentalmente ed emotivamente. La scrittura ha molto a che far con la libertà interiore. Con la capacità di guardare oltre l’orizzonte del quotidiano,dell’utile,del pratico.Poi,naturalmente c’è il metodo.

Uno scrittore avanza a colpi di pensiero,qualche volta però,è la sonorità delle parole a suggerirgli idee. Scrivere vuol dire integrare una pluralità di sistemi: delle affinità acustiche, del pensiero, delle immagini, delle idee dell’affettività e così via».
                               ( Intervista a Jorge Lujàn di Franca Rita Porcu )


Non perdete il suo workshop il 28 e 29 Marzo alla Scuola internazionale di Comics di Firenze.

venerdì 20 marzo 2015



Una parola al giorno è un servizio gratuito che ti permette di ricevere quotidianamente via mail nuovi vocaboli, noti e meno noti, spiegati e commentati.
Imparare a sfruttare appieno le parole ci permette di evolvere sotto un profilo spesso trascurato: la qualità della comunicazione, con noi stessi e con gli altri.


Che aspettate scoprite la parola del giorno: scartare!


Una parola al giorno, toglie l'ignoranza di torno!

giovedì 19 marzo 2015

Ciò che le parole non dicono!



"In una buona storia non ti devi chiedere come va a finire, ma bensì ... e adesso cosa succede?"                                                                                                                       Alfred Hitchcock

Durante il workshop di Le stanze della scrittura, Gianni Barbieri, dopo gli onori di casa, ha mostrato una clip tratta dal film di Alfred Hitchcock "L'altro Uomo" ( 1951 ), per capire il linguaggio del visual storytelling.
Il corso aiuterà ad orientarsi nel mondo della scrittura: imparerete a scrivere per immagini e a trovare la vostra "voce" e trasformarla nel lavoro della vostra vita. 

Da sinistra a destra: Gianni Barbieri, Luca Boschi
Non siete vasi da riempire ma una risorsa che deve trovare la sua strada!
Lo scopo di chi scrive è di realizzare qualcosa che vive da solo. Ovvero, una bella storia! 

Usare le parole per raccontare qualcosa. Perché? Perché non riesco a fare altro.
Parola è sinonimo di condivisione e confronto con gli altri.
E nella condivisione comprenderete con quali immagini si possono sostituire parole, quando invece è più opportuno utilizzarne.
Così da dosare sapientemente le une e le altre, in particolare nei dialoghi.


Creerete mondi, storie e personaggi
Li dovrete caratterizzare e tra questi come dimenticare il cattivo?
Ricordate: migliore è il cattivo, migliore è la storia, perché il cattivo è attraente, emoziona il pubblico, con cui è maggiormente coinvolto e immedesimato. 

Allora cosa state aspettando?

Il pay as you go vi offre un'occasione unica: un'intera lezione per capire meglio di cosa si tratta e per mettervi alla prova.



venerdì 13 marzo 2015

TRAINDOGS

Racconti di uomini e donne.



Bonomi Editore


Sarà presente Fabio Palombo ( autore e interprete )

Sonorizzazioni dal vivo: Fulvio Renzi ( violino ) e

Oscar Bauer ( chitarra )


I Traindogs nascono nell' Aprile 2010 su Facebook come 

racconti di un pendolare della tratta Saronno-Milano, intento

a descrivere, in undici righe meno qualcosa, l'umanità, le

situazioni e suggestioni che animano il treno, sospese 

nell'atmosfera del viaggio


Giunti oggi a 547 con più di 9.000 lettori e circa 30.000 

visualizzazioni a settimana, i Traindogs sono protagonisti di 

un vero e proprio viaggio dalla dimensione virtuale a quella 

reale: stampe su tela, cortometraggi, spettacoli di racconti 

musica itineranti per l'Italia, in cui si fondono lettura, canto 

musica. Firenze è la 26esima tappa.



Nell'ottobre 2013 sono diventati un libro.

Un piccolo fenomeno letterario unico nel suo genere, nato 

dal viaggio, e divenuto tale, per l'autore Fabio Palombo, e per

i suoi lettori.


mercoledì 11 marzo 2015

I consigli di Adele Brandaglia!

Modus operandi per un Cosplay:

Le strade che si possono seguire, quando si decide di cimentarsi nell’arte  del Cosplay, sono essenzialmente tre:

-confezionare il costume con le proprie forze (o, al massimo, con  l’aiuto di amici, familiari, eccetera);
-rivolgersi ad una sarta professionista;
-acquistare il vestito.




La prima opzione rappresenta quella che potremmo definire “filosofia del Cosplay”: vale a dire dedicare anima e corpo, ma soprattutto tempo e passione, alla realizzazione di un prodotto finale ottenuto da un progetto che nasce, il più delle volte, da una semplice estrapolazione di figure bidimensionali (personaggi di fumetti) o tridimensionali (immagini di videogiochi, film, telefilm ecc).
Questa è la strada seguita dai veri appassionati, che trovano l'autentica essenza del fare Cosplay nel confezionare ed esibire abiti il più simili possibile a quelli dei loro paladini.


Scelta del personaggio e studio della figura

Dopo aver deciso il grado d’impegno da voler dedicare alla realizzazione del Cosplay, non resta che scegliere il personaggio da interpretare. Molti cosplayer scelgono i loro costumi in base alle fattezze dei personaggi che li indossano, come ad esempio il tipo di fisico o il colore e la lunghezza dei capelli, per facilitare la somiglianza; altri, invece, preferiscono seguire l’affinità caratteriale, così da ritrovarsi più a loro agio nell'interpretazione.



La ricerca

La ricerca di documenti è una tappa fondamentale nella costruzione di un Cosplay. Infatti, quanto più numerosi sono i disegni e le inquadrature a disposizione, tanto più dettagliato riuscirà il lavoro finale. Le fonti cui attingere sono diverse, a seconda della provenienza del costume. Anzitutto viene esaminato “l’originale” (la pagina del manga, lo screenshot del videogioco, il fotogramma del film); grazie ad esso possiamo studiare il personaggio nel suo ambiente, e capire la consistenza della stoffa nonché i vari materiali da cui è costituito il costume. 



La realizzazione

Per la mia esperienza, è opportuno realizzare numerosi disegni preparatori, in modo da comprendere la composizione degli elementi che compongono il costume, come interagiscano tra loro, e dove sia più filologico posizionare le varie cuciture.


La realizzazione vera e propria si basa sulla creazione di un cartamodello su misura, che servirà per tagliare la stoffa e montare il tutto sul manichino; a volte, infatti, occorre lavorare direttamente su di esso, se si desidera rendere perfettamente le linee dell'abito. 
È sempre meglio, prima di tagliare la stoffa finale, eseguire alcune prove con della tela di juta, su cui eventualmente apportare modifiche, il che ci permette di non sprecare stoffa preziosa. 


I materiali

La scelta della stoffa è fondamentale al fine della resa. E' sempre opportuna una lunga ricerca, in modo da riuscire a trovare un tessuto che, non solo si avvicini il più possibile all' immagine di riferimento (nei colori e nelle stampe), ma che rispetti anche un certo senso di realismo. 
Ricordo che è possibile anche dipingere, decorare ed anche tingere del tutto le stoffe di partenza. 


Ciao a tutti Adele Brandaglia!

Consigli di lettura:

Il primo libro interamente dedicato al Cosplay da un punto di 
vista sociologico e antropologico senza fermarsi alla sua esotica e "bizzarra" superficie, ma analizzandolo nella sua complessità, dando voce ai suoi protagonisti. 
Siete pronti a incontrare robot giganti, scolarette maliziose, eroi fantasy e bellezze aliene? 
Dove trovarli? 
Non più solo tra le pagine dei fumetti, ma anche tra i padiglioni delle fiere, in carne 
                                          ed ossa.