mercoledì 11 febbraio 2015

Dizionario Affettivo

Ecco il Dizionario Affettivo dei ragazzi che hanno partecipato al Workshop di scrittura creativa del 7 Febbraio alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze:




Cambiare
cambiare la giacca o le scarpe, cambiare strada, cambiare destino.
Cambiare è la parola più lontana dalla staticità, stravolge il mondo conosciuto.
Vivere questa parola è come tirare la propria storia in una lavatrice, per poi tirarla fuori chissà come, però sicuramente diversa.


Rapsodia
quella strana libertà che ti prende quando sei assolutamente slegato da vincoli e decidi di urlare, correre, saltare in quella prateria lussureggiante a confine con la terra di mezzo e westros, proprio sotto skyrim ed a tre minuti di nave dall'isola che non c'è.
Rapsodia è l'urlo di chi non segue le regole, è il pianto di un bambino affamato ed il brontolio di un vecchio  amore.
E' amore ed odio.
E' te.


Gioco
perché il gioco è ciò a cui tendo, che vorrei permettermi.
Perché nel gioco, parola ignobile per fin troppe persone, c'è una parte di me maggiore di quanto si veda.
E' il motivo per il quale faccio tutto il resto, ed è il modo in cui cerco di partecipare a tutto.
In effetti, credo d'esser io stesso un gioco.
O, almeno, spero che un giorno qualcuno mi rivolga un                     complimento tanto bello.


Nulla
ciò che mi viene in mente adesso. In altri momenti avrei in mente qualcosa.



Pazienza
mi piace il suono, mi piace che la vita sia un'attesa continua, che tiene lo spirito agitato e in allerta.
Mi piace perché può indicare contemporaneamente sia un sentimento di testardaggine, sia di arrendevolezza.
Aspettare e incaponirsi, o gettare la spugna con un "va beh, pazienza".


Sciogliere
è una parola che uso molto da quando l'università mi ha portata a Firenze. Sciogli il burro nella padella, sciogli quello e mischialo a quell'altro...
Io fino a pochi anni prima scioglievo solo i capelli e le cuffie, quando all'uscita del liceo le trovavo sotto forma di gomitolo.
Ho imparato però non solo a sciogliere le cose, ma anche me stessa: a essere più sincera.
Mi sono sentita uno dei surgelati che scordo sempre fuori dal freezer.
Ho incontrato persone che hanno iniziato a districare i miei fili e che mi hanno scaldata fino a sciogliere il ghiaccio intorno alle mie ossa e alla mia testa. Sono diventata fluida.
Sciogliersi è cambiare, mutare forma, e alle volte è davvero necessario.

Inchiostro: la voce con cui canto in un palcoscenico di carta.

Sugo.
Niente più, niente meno. E' buffo che il mio cibo preferito sia poco più che un condimento. Tutti nella mia famiglia, tranne me e i miei fratelli, sanno farlo, e ognuno ha un sapore diverso.
Fin da piccola pensavo che fosse perché, come ognuno ha una sua voce, ognuno ha un suo sugo e un suo sapore che lo rispecchia. Non abbiamo mai comprato quello pronto, ce lo hanno sempre regalato, i nonni, le zie, ognuno dei nostri parenti, e per me era la cosa più bella che potessero portare. Ancora oggi, solo il profumo mi ricorda tantissimi momenti.




Amore
l'amore ci fa scoprire tante cose, tante emozioni che a volte non pensiamo nemmeno di avere, tanti comportamenti nei confronti di una persona. L'amore è come un libro aperto che ti fa vivere tante avventure, belle o brutte ma comunque bellissime...



Umile
vedo un viottolo di campagna in una mattina d'autunno.
La terra è bagnata dalla guazza, un po' di fango si attacca alle scarpe, ma non ti importa.
L'aria è fresca e profuma di erba; la luce fioca ti entra dentro. Solo il suono dei tuoi passi e il tuo respiro caldo. I pochi uccelli si sono appena svegliati, il tuo cammino appena iniziato.


Indice
indice è una parola piuttosto inattesa, perché arriva dopo la             parola FINE.
A volte, introduce la parte più interessante di un libro, anche se ci sono libri senza indice, come i dizionari o gli elenchi del telefono.
Ma quelli sono già indici per conto loro.
E nei dizionari, l'indice è più o meno nel mezzo.


Estroflessione glicoproteica
in realtà sono due parole, ma non le puoi separare. Non ricordo di
preciso cosa indica, ho sempre fatto schifo con la scienza. Ma provate a pronunciarla ad alta voce...                                                 estroflessione glicoproteica.
Sentite quanti suoni assurdi produce?
Sentite come esprime grottescamente tutti i misteri della biologia?
Sentite come sfida la lingua italiana?
Scommetto che adesso non la trovo bella solo io.                                                                                                        Marco Generoso


Straordinario
quando scrivo, voglio sempre emozionare, e questa parola mi viene spesso in aiuto se, ovviamente, è un aggettivo che si addice a ciò di cui sto parlando. Straordinario è di una cosa che accade di rado e     quindi attrae subito l'attenzione; "è una cosa rara merita il mio interesse" penso quando leggo questa parola.
E quando la uso o la vedo scritta, riesce subito ad aprirmi davanti mondi colorati e frizzanti che vedo solo nei miei sogni.


Sociale
pronuncia la parola e c'è già gente. Non sei più solo nemmeno se lo volessi. Ci sono visi, sguardi, vite, occhi e orecchie che attendono una parola o un gesto. Ci sono spazi comuni, condivisione, qualcosa che è di tutti e al quale si tiene. E' la nostra forza di essere umani, e al contempo la nostra condanna.


Bicicletta
è una parola che appartiene soltanto ai bambini, gli è per natura amica; è una parola lunga, perché mentre la si pronuncia si deve poter sentire la catena che inizia a girare, il morbido avvio delle ruote, lo scatto finale del cambio sulle dentali che si apre sul mondo, sulla avventura, la libertà e l'indipendenza dell'infanzia.                                                                                       Genny Ferrari


Rischio
termine spesso associato ad un qualche tipo di pericolo.
Parola a me cara, ritenuta affascinante e provocatoria perché, per la sua essenza, per quella che essa è, il solo pronunciarla lancia una sfida.
Ho imparato che non c'è vittoria senza rischio, che esso rende la vita più frizzante, che tutto assume colori più accesi, più saturi. Ho colto il lato positivo che si cela dietro la parola "rischio" e ho appurato che, in fondo, ci si diverte solo se si gioca.                                                                                                       Davide Corradino


Azzurro
che bel suono che ha la zeta, e in quanti modi la si può               pronunciare! Mi piace da sempre, e in questa parola ce ne stanno addirittura due!
Ma non solo per questa l'ho scelta: l'azzurro è il mio favorito fra i colori, così vivo, lucente.
Testimone dell'incanto del mare e del cielo è il colore dal                 quale mi vorrei fare abbracciare.                                                                                                                             Elisa Conserva


Putrefazione: 
amo questa parola per la sua dinamica, da quel gorgoglio iniziale di materia che si arrende, cede, si lacera per poi scoppiettare frizzante al centro in una bocca di nuovo movimento, vita microscopica che si perde nel finale.



Soqquadro
soqquadro è anarchia, è non sottostare a nessuna regola, nemmeno a quelle della lingua italiana. La lettera 'q', già dura per sua natura, di norma non si usa come doppia, se non in questa parola, perché a lei non interessa la normalità.
Soqquadro è entropia, è un tentacolo che ti porge una castagna.
E' lo stato in cui tengo la mia camera.
E' la parola che da maggiore soddisfazione quando viene pronunciata a voce alta.
Soqquadro.


Tempo
col tempo si possono fare tante cose. Il tempo crea cose                   belle come gli orologi e le clessidre.
E' quella cosa che a volte non basta mai, oppure scorre fin troppo lentamente. Il tempo evoca storie complesse da gestire, vissute da persone che lo fermano, lo saltano, ci viaggiano attraverso, e lo usano per scegliere una parola a cui sono affezionati.


Teatro
prima ti ci portavano con la scuola, lo trovavi noioso e lo                 vedevi come un modo per saltare la lezione in classe.
Poi ci torni da grande, per scelta tua, ne resti  affascinato e non puoi più fare a meno di frequentarlo.



Molti mi hanno chiesto quale fu la parola che scelsi io quando frequentavo il corso di scrittura creativa.
Così sfogliando tra vecchi quaderni ed esercizi, sono riuscita a riesumarla.


Ricerca
suoni, odori, sapori, immagini. Tutto devo ricercare. Tutto               deve entrare a far parte di me.
A volte mi ritrovo a vagare ore in un posto, a volte mi fisso ore su un punto.
Ricerco, ricerco e ancora ricerco!
Con una lente d'ingrandimento indago tutto, come una spugna cerco di assorbire tutto.
Non inseguo un sogno, un ideale. Perché quando comincio un cammino mi accorgo che se arrivo all' obiettivo, quello che in realtà mi ha dato molto di più è stato il cammino in se'.
Così continuo a ricercare, per sentirmi accarezzata da tutto, per trovare l'ispirazione, per sentirmi viva!

Quale è la parola alla quale voi siete più affezionati?




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