Sei interessato alla fotografia e ti piace scattare foto ma vorresti migliorare la tua tecnica? Vorresti imparare ad editare e montare i video nel modo più semplice e professionale possibile? Allora questi workshop sono fatti proprio per te! Due incontri nello stesso giorno per scoprire l'offerta formativa del corso di Fotografia e Videomaking e per provare con mano le tecniche di fotoritocco e di editing.
I workshop si terranno Sabato 5 Dicembre presso la Scuola Int.le di Comics a Firenze, in Viale S. Lavagnini 42. Dalle ore 9:30 alle ore 11:30 si terrà il worskhop di fotografia mentre dalle ore 11:45 alle ore 13:45 sarà la volta di Videomaking. E' possibile seguire sia tutta la giornata che soltanto uno dei dui incontri.
L'ingresso ai workshop è gratuito e aperto a tutti ma è obbligatoria la prenotazione in segreteria al numero 055 218950 o alla mailhttp://firenze@scuolacomics.it
Per chi è interessato anche ad iscriversi ai corsi, è possibile prenotare anche un colloquio orientativo informativo con il docente. Sono previsti anche sconti speciali per chi si iscrive ai corsi entro il 20 Dicembre!!!
Vi aspettiamo : )
mercoledì 2 dicembre 2015
Nel week-end del 4-5-6 "L'impero colpisce Ancona" con esposizioni in lego della fantastica saga stellare.
Tra gli artisti presenti il talentuoso Fabrizio "Pluc" di Nicola, illustratore di libri per l'infanzia per la Giunti, Panini Kids, Lisciani Giochi e il sole di Carta.
Edizioni made in Kina
Candidato al Gran Guinigi "miglior fumetto"
al Lucca comics and Games 2015
Graphic Novel della biografia
a fumetti della rockstar
Emanuel Simeoni parte come assistente presso lo studio di Saverio Tenuta per la realizzazione de: "La Legende Des Nuées E'carlates" pubblicato da Les Humanoides Associés.
Nel 2011 è assistente nello studio di Elena Casagrande per la casa editrice americana IDW.
Assistente di altri artisti internazionali come Sara Pichelli, David Messina e Valerio Schiti fino al 2013, anno in cui approda nella DC Comics per le testate di BATMAN, TALON e BATMAN ETERNAL.
Marco Daeron Ventura nel 1986 crea la sua etichetta indipendente MANFONT come autore e social media manager.
WORKSHOP AVANZATO DI ANIMAZIONE 3D CON MATTEO CECCOTTI
Matteo Ceccotti, professionista internazionale, animator e 3D artist, torna a Firenze con un nuovissimo workshop per insengnare e condividere metodi e trucchi del mestiere, indispensabili per la lavorazione e l'animazione in 3D.
Un'occasione unica per condividere il know-how e la straordinaria esperienza professionale acquisita lavorando alle più importanti produzioni dell' animation industry.
Il ciclo di lezioni è pensato proprio per chi desidera evolvere trasformarela conoscenza dell'animazione 2D in pundi di forza del 3D.
Il workshop ha una durata di 21 ore concentrate in 6 incontri da tre ore e mezzo ciascuno e si terrà presso la Scuola Int.le di Comics di Firenze in Viale Lavagnini 42 in orario 18-21:30.
I posti disponibili sono limitatissimi ed il costo del corso è di €250 da versare in contanti in segreteria al momento dell'iscrizione. La prima lezione si terrà Martedì 1 Dicembre e qui sotto potete trovare anche il calendario completo delle lezioni.
Per informazioni e iscrizioni potete chiamare la segreteria al numero 055 218950 o scrivere una mail a firenze@scuolacomics.it
Non perdete questa fantastica occasione!
giovedì 19 novembre 2015
APERITIVO DALLE ORE 19
[chì-t]: Noodle box + Tsingtao + AFW numero 6 + Biscotto della fortuna: tutto questo a 10€
Abbiamo deciso di esportare il nostro evento di letture in uno spazio di recente inaugurazione, che ci ha fortemente attratti: quello dell'associazione culturale [chì-na]. Questa collaborazione darà vita a una serata ricca di cibo cinese e letture disparate
COME PARTECIPARE? Niente di più semplice: presentati alla serata con un tuo brano, oppure con l'estratto di un libro che ami, iscriviti direttamente sul posto o contattandoci via Facebook / Email, afferra il microfono e... Fai partire la magia delle parole!
È POSSIBILE FARSI ACCOMPAGNARE NELLA LETTURA DA UN MUSICISTA A PROPRIA SCELTA! Associazione culturale [Chì-na] via Pistoiese, 138. Prato
mercoledì 18 novembre 2015
Un laboratorio per scoprire le potenzialità del software più usato nel mondo della scultura digitale. Sotto la guida esperta di Lorenzo Giusti scopriremo insieme le basi della modellazione digitale. L'ingresso è gratuito ma è necessario prenotare chiamando il numero 055218950 o scrivendo a firenze@scuolacomics.it
martedì 17 novembre 2015
Master di Illustrazione della Scuola Int.le di Comics di Firenze - presentazione del corso Sabato 28 Novembre 2015. Seconda edizione del Master dedicato a chi intende prepararsi alla professione dell'illustratore. Un percorso intensivo per sviluppare competenze e abilità specifiche intorno all'arte di illustrare. Presenteranno il corso i docenti e la curatrice, Teresa Porcella. L'ingresso è gratuito ma su prenotazione al numero 055 218950 o via mail a firenze@scuolacomics.it Vi aspettiamo numerosi!
Laboratorio gratuito di Scrittura - Venerdì 13 Novembre in orario 10-13 e 14:30-18:00 Laboratorio per creare un'esperienza comunicativa insieme a scrittori, editori e redattori, copywriter e giornalisti. Un'occasione imperdibile per conoscere le caratteristiche del corso, confrontarsi e imparare nuove forme di linguaggio e di pensiero. Ingresso aperto a tutti ma su prenotazione chiamando il numero 055 218950 o mandando una mail a firenze@scuolacomics.it
Cosa state aspettando?
Fiondate le vostre penne e fogli nella borsa e correte a iscrivervi!
Karl Kopinski è uno dei grandi maestri dell’illustrazione europea, ha vissuto a Nottingham tutta la sua vita, dove entra a contatto con la principale casa editrice di miniature e dei grandi artisti come i fratelli Perry e John Blanche.
Armato di penne e inchiostri torna a Nottingham, ma ormai la sua fama è di dominio pubblico e dalle straordinarie rappresentazioni storiche sino alla grande fantasy e fantascienza l’arte di Kopinski ha invaso il publishing ludico, dallaGames Workshop e Rackam, sino ai concept per i videogiochi di EA e THQ.
Nell’anno in cui il Garruk di Magic the Gathering diventa cattivo, un grande artista autore proprio di Garruk, arriva a Lucca con un calendario ricco di sessioni di autografi per tutti i fan del gioco di carte collezionabili più amato da oltre 20 anni.
Colori, sketch, e pittura prenderanno forma davanti ai vostri occhi!
Lasciatevi meravigliare!
Un salto nel fantasy e nel game a Lucca e Firenze!
Come sarebbe stato l’incontro tra Ivan Drago e Rocky Balboa se al posto dei guantoni avessero impugnato un foglio e una penna? Certo, Sylvester Stallone pare sia un ottimo scrittore di sceneggiature (vedi Rocky 1) ma come si sarebbe comportato sul ring non possiamo saperlo! Ma voi potete mettervi alla prova con Scritte da orbi!, il nuovo entusiasmante progetto del "Porto delle Storie"! Ispirato ai match del "Ministero delle Storie" di Londra e riadattato all’habitat selvaggio della piana fiorentina. Scritte da Orbi è un match di scrittura improvvisata dove due squadre composte da scrittori si sfidano a colpi di racconti! Il tema di questo primo incontro sarà: Halloween! Il pubblico presente potrà votare e assegnare il premio alla squadra più abile sulla tastiera! Sono vietati colpi bassi. Non garantiamo per la vostra sicurezza. Modalità di partecipazione Si può partecipare in due modi: Giurati: partecipando all’aperitivo al costo di 10 euro o venendo alla serata e consumando qualcosa alla cambusa del Porto, vi verranno consegnate le istruzioni per partecipare con i vostri voti alla gara! Scrittori: Prenotando la propria partecipazione all’aperitivo e alla gara, il numero massimo di partecipanti è 12, non traccheggiate troppo
Info e prenotazione al 333/6466777 o info@portodellestorie.it
Nato nel segno della ricerca e dell'indagine sui rapporti tra rappresentazione del reale e letteratura disegnata 11 anni fa, quando l'espressione Graphic Novel non era entrata nell'uso collettivo, Komikazen Festival ha scelto per l'edizione 2015 di indagare il modo in cui la crisi economica e politica viene rappresentata attraverso il disegno. Saranno ospiti speciali del festival un nutrito gruppo di disegnatori e giornalisti greci, ma anche l'icona del Graphic Journalism americano Ted Rall che terrà per la prima volta un workshop e il disegnatore sudanese Khalil Albaih.
Il 2015 è stato un anno difficile per il concetto di “Europa”. Apertosi con il drammatico attentato di Charlie Hebdo che ha sconvolto lo scenario culturale europeo, è stato poi segnato dalla difficile relazione tra il governo greco e la Troika: anche in questo caso lo stesso concetto di Europa è stato messo sotto assedio. Chi doveva trattare? Che ruolo possono avere i popoli?
L’edizione 2015 del Festival ha dunque come obiettivo principale quello di analizzare come disegnatori satirici, politici, autori di Graphic Novel o reportage, hanno rappresentato e inteso questa sfida. È sempre più fatto condiviso che il disegno smuove e commuove, intercetta paure e dona forme ai fantasmi: il rischio della traccia è sempre stato un tema particolarmente caro al Festival Komikazen, che negli anni ha seguito per primo in Europa e da vicino l'evoluzione del fumetto e della satira in paesi come la Turchia, l'Algeria, l'Egitto e il Libano.
Vignettista, giornalista e illustratore statunitense.
Uno degli ospiti speciali di Komikazen 2015, sarà Ted Rall. La satira politica di Ted Rall, che collabora con più di 100 testate giornalistiche statunitensi, si è espressa in questi anni attraverso numerosissime vignette in cui prende di mira i paradossi della politica interna e della politica estera americana, nonché i cliché dello standard culturale “dell'americano medio”. L'autore terrà un workshop venerdì 9 ottobre a numero chiuso.
Sarà poi presente il vignettista turco Cem Dinlenmiş le cui graffianti storie trattano temi legati ai diritti civili e alla libera espressione in un paese in cui spesso tale libertà è negata.
Altra personalità di spicco sarà Khalid Albaih, vignettista sudanese in esilio in Qatar, i cui disegni, di forte impatto politico, sono in prima linea dal 2011, durante le prime fasi delle proteste della Primavera araba.
Komikazen, infine, non sarà solo indagine politica e sociale: parte infatti anche la sezione “Yoga e fumetto”, nonché “Disegnatori nella bellezza” in cui sarà possibile seguire gli artisti mentre lavorano in monumenti della città.
Siete tutti invitati al nuovissimo e incredibile evento di inaugurazione del nuovo anno accademico della Scuola Int.le di Comics di Firenze!
Ospitata all'interno del prestigioso Internet Festival di Pisa, la prima edizione di Art Connection si propone come un importante evento dedicato al mondo dei games e alle sue contaminazioni con l'illustrazione, il fumetto la grafica e l'animazione.
Workshop, seminari, incontri, una Game Jam e dulcis in fundo...la Consegna dei Diplomi per tutti i diplomati dell'A/A 2014-15, completa di aperitivo finale!
Inoltre durante tutto il festival, sarà possibile visitare la mostra espositiva degli studenti diplomati nell'A/A 2014-15 e vedere le opere prodotte dal dipartimento di Game Development.
Il festival si svolgerà presso Mixart in Via G. Bovio 11 a Pisa da Giovedì 8 a Domenica 9 Ottobre 2015. I workshop sono gratuiti e aperti a tutti, ma solo su prenotazione!!!
Volete partecipare? Siete curiosi? Seguite il link e chiamateci!!!
Anche i sogni nel cassetto possono diventare realtà, venite ad ascoltare le esperienze di chi non si è arreso! Ex-studenti e coraggiosi editori si racconteranno.
Una vita di colori, suoni e sorrisi di bambini, quella di Jorge Lujan che abbiamo già conosciuto nei post precedenti.
In occasione della vincita del Premio Andersen 2015 come miglior albo illustrato Oh i colori!, ho avuto il piacere di intervistarlo.
Che cosa ha significato per te il
premio Andersen?
Il premio per me è come un abbraccio
dell'Italia, è una doppia gioia vedere che apre le sue braccia a
poemi che ho scritto con il cuore.
E' il mio terzo libro qui.
I miei libri sono poemi che
generalmente non si è abituati a leggere, a differenza dei romanzi.
Sono poemi con cui ho cercato di
toccare un po' l'anima dei colori.
Io faccio tutto nel tempo non nello
spazio, ho bisogno di un tempo elastico per arrivare alle parole
precise, parole che mi dicono più di quello che chiedo loro.
Posso avere qualche idea mentre scrivo,
ma se quello che leggo dopo è esattamente quello che avevo in testa,
è quasi sicuro che lo butto via, non mi piace, non serve, perché
non c'è un'esperienza di trasformazione personale nell'atto della
scrittura.
Tutto questo è stato possibile grazie
al contributo di tutti coloro che hanno collaborato:
il mio amico Piet Grobler, la
traduzione di Teresa Porcella, l'edizione attenta di Lapis.
L'idea principale che ha ispirato
questo libro quale è stata?
Quando ero piccolo
mi piaceva moltissimo dipingere.
Durante la mia
prima professione di architetto, i disegni da presentare ai clienti
li facevo quasi tutti io, perché mi piaceva disegnare.
La relazione con i
colori è nata in me da sempre.
Avevo la speranza
di trovare parole capaci di far trasparire quello che i colori
nascondevano.
Nel tempo ti
dicevo, perché avevo fatto una decina di poemi dopo tanti altri, li
ho buttati via quasi tutti. Alcuni avevano una promessa forte nella
sostanza.
Sentivo un fiume
sonoro che era come una sorgente pronta a partire, ma non sempre
trovava il modo di far emergere la roccia che manteneva saldo il suo
posto.
Finalmente sono
arrivato a questi undici poemi e mi è successa una cosa che si è
ripetuta altre volte nella mia vita, il colore che mi piace di più,
il turchese, non sono riuscito a scriverlo.
Mi sembrava sempre
che quello che scrivevo non era sufficientemente bello come il
colore.
Alla fine l'ho
scritto, ma il libro era finito.
C'è una relazione
vitale con i colori: ad esempio con il rosa il profumo; con l'arancio
il sapore; con il rosso il suono e il canto.
Sempre sono
diverse le cose che motivano la connessione con i colori, con il
verde è la trasformazione, il movimento, la possibilità di
diventare tutto.
Quindi anche la musica è un fattore
fondamentale nel tuo lavoro.
Si, la musica in
doppio senso: prima di tutto la musica contenuta nei poemi con le
allitterazioni, le rime, le onomatopee o le interiezioni.
Parlare di un
suono con un'immagine sonora.
Ci sono tanti modi
perché il suono sia presente.
Ho sempre una
tentazione fortissima a mettere nei miei poemi una sonorità per
trasformarli in canzoni.
Pensavo che i
colori fossero impossibili da musicare perché dovevano avere una
struttura strofica regolare.
Ma poi, ogni poema
aveva una struttura propria che rispettava regole.
In quello che
scrivo ci sono sempre regole particolari che sono date allo stesso
tempo dal poema. Rispetto molto questo perché penso che la struttura
sia il motivo per cui non cade e può vivere.
Dopo aver
conosciuto Teresa, un giorno in Argentina mentre parlavamo per Skype,
le raccontavo che ogni giorno una o due canzoni dei colori venivano a
trovarmi.
E ora con una
gioia molto forte, ho trovato un modo diverso: lasciarmi andare
completamente con ognuno dei poemi, scoprendo che le canzoni erano
già lì, abitavano dentro di me, dovevo solamente ascoltare con
attenzione.
Quando l'ho fatto
è stato uno dei momenti più felici della mia vita di musico.
Un poema al giorno
e in poco più di una settimana il lavoro era finito.
Adesso abbiamo il
progetto con l'editore Lapis nella prossima edizione di accompagnare
Oh i colori! a un cd bilingue, e per questa idea li ringrazio
moltissimo, perché i piccoli lettori hanno la possibilità senza
conoscere lo spagnolo di sentirne il suono.
Penso che
l'affettività sia la cosa più importante nella vita, allora per un
bambino sentire un'altra lingua e portarla nel cuore, significa
lasciare una finestra aperta per imparare e parlare una lingua che è
sorella dell'italiano.
I bambini sono un aspetto molto
importante nella tua carriera. Cosa ti ha spinto a lavorare con loro?
Guarda penso che
in tutta la mia vita mi sono sempre piaciuti molto i bambini.
Forse ci sono
state tre situazioni, che sono state per me miracolose.
La prima di tutte
è l'epoca rivoluzionaria in Argentina, quando io scrivevo canzoni
molto combattive e forti con cui avevo la speranza di una
trasformazione sociale. Ero parte di un movimento che si chiamava
Canto Popular de Cordova che aveva una condizione sociale molto
forte.
Io scrivevo per
giovani e adulti quando è arrivato nelle mie mani un libro scritto
per bambini di una scuola dove avevano dei laboratori di poesia. Non
potevo credere a quello che stavo vedendo, mi piaceva così tanto che
cominciai a musicare questi poemi.
Dopo feci uno
spettacolo girando per l'Argentina con queste canzoni.
Molto tempo dopo
in Messico studiai letteratura.
Durante uno
spettacolo che stava presentando un teatro molto grande ho chiesto se
alcuni bambini volessero partecipare a un laboratorio di poesia.
Sedici bambini con i genitori accettarono. Alcuni erano piccolissimi.
Tornando a casa una bambina chiese a sua mamma: “Mamma io voglio
andare al laboratorio con Jorge, ma dimmi che cosa è la poesia?”
Io ero il suo
cantante per questo voleva partecipare ma dopo, questi bambini
decisero di restare.
Pensavo tre mesi,
in tre mesi una volta alla settimana, più o meno dodici lezioni
posso parlare di qualcosa. Ma dopo non volevano più andare via e il
corso è durato ben cinque anni, ed ho imparato tanto da loro.
Ho imparato cosa
mi interessa della letteratura: quello che non esiste prima di
scriverlo, quello che non puoi immaginare prima di leggerlo.
Se non accade, pur
rimanendo interessante, lo leggi al mare, non lo definisco passione.
Mi piace trovare
le parole e l'esperienza che mi ha dato la ricerca, un'esperienza
molto trasformativa e con i bambini succede tutto il tempo, ma solo
quando la relazione con loro non sia di quello che conosce, quello
che sa e loro, gli ignoranti che vengono ad apprendere da te. Non è
così davvero, questo può esserlo per la matematica, la storia, la
geografia, ma nella poesia no, perché hanno una capacità naturale
interiore, la cosa importante è svilupparla. Una delle possibilità
per farlo è leggere loro poemi di grandissimi poeti, i più grandi,
non necessariamente che scrivino per bambini.
La scelta deve
rispettare due regole: ti deve piacere, e deve capirsi qualcosa.
Se i bambini sono
capaci di leggerlo glielo dai e lo leggono loro, ma tu leggi solo
quello che davvero ti tocca il cuore, perché questo fa la
connessione.
Allora per me in
sintesi i bambini sono stati i miei professori più grandi.
La mia terza
esperienza decisiva sono i miei figli: mio figlio che adesso ha 25
anni e mia figlia 22, ma quando erano piccolissimi imparavano piccoli
poemi di grandi poeti e quando io volevo un'opinione critica
semplicemente leggevo.
Un'esperienza
formidabile fu con mia figlia quando aveva 7 anni. Andava tutto il
tempo in giro a correre senza mai fermarsi.
Da tre o quattro
anni avevo uno dei miei poemi, che mi sembra sia stato l'apice di
quello che potevo scrivere, ma non trovavo un finale accorde con le
promesse del poema.
Perciò non lo
pubblicavo, mi dicevo no questo se non lo trovo va via, perché non
si può distruggere tutta questa introduzione con un finale mediocre.
Un giorno mi
sembrava buono, quello dopo non era male, ma non era quello che
volevo.
E' come quando
vedi un fiore che comincia ad aprirsi come una rosa e dopo è un
fiore qualunque. Così un giorno lo trovai. Non avevo mai letto il
poema a Nicole.
“Nicole, puoi
ascoltare un poema?”
“Si papi”
restando nella posizione sempre pronta a correre.
Glielo lessi e
lei: “Che bello papà tranne il finale”
Io volevo morire
ma allo stesso tempo sapevo che aveva ragione, è sempre stato così.
I bambini non
hanno bisogno di spiegare se non tocca il cuore, non va.
Loro sono stati i tuoi professori.
Cosa ti hanno insegnato?
Che l'esperienza
con le parole è imprevedibile e che può arrivare con suoni che non
sapevi esistessero prima.
In quel
laboratorio di cinque anni molti bambini erano figli di esiliati
argentini, dell' uruguay e del cile. Era l'epoca della dittatura, per
questo io stavo in Messico. E uno dei bambini in un poema ha chiesto
aiuto. Chi può aiutarlo contro i militari?Al di là dei genitori o
di Dio?
Sai a chi pensò
questo bambino?
A Dracula. Lui ha
scritto: “Dracula muerde alla muche dumbre milicia” (Dracula
mordi la folla di militari).
Un suono
incredibile, mai un poeta adulto scriverebbe questo, impossibile, può
scrivere una cosa bella, ma questo non è solo bello, è
originalissimo. Perché fresco.
Una freschezza che
ho cercato di imparare tanto da loro.
Io intendo fuggire
dalla solennità che generalmente non mi piace.
Su che cosa
possiamo essere solenni? Sull'idea di Dio? Sulla morte forse, ma
anche se noi parliamo della morte in un altro modo non è necessario,
tanto si è scritto del dolore.
Con i bambini ho
visto la possibilità di includere la luce e l'aria per continuare a
respirare e a vivere bene.
Perché vivere in
un costante dolore, quando con i bambini non facevo che ridere?
Ad esempio
un'altra volta una bambina aveva scritto: “Io guido al volcan a
sustado de simisto” (Io guido il vulcano che ha paura di se
stesso).
Forse parlava dei
genitori, chi può saperlo.
I loro poemi non
hanno una sola interpretazione, altra cosa fondamentale è far aprire
il testo come si apre il giorno, con tutti i suoi cambiamenti, per
questo è interessante.
Se tutto fosse
uguale o piatto sarebbe una tristezza, sarebbe la morte, sarebbe
quello che non ha altra possibilità.
Ho imparato
un'altra cosa da loro: non si può mai dire questo non serve, tutto
può servire anche il peggio può diventare interessante.
Questa freschezza, questa creatività
naturale spesso la perdiamo nell'istruzione, nella scuola perché ci
danno un po' tutto da imparare in maniera molto scientifica, poco
creativa, poco letteraria. Tu ti confronti anche con ragazzi più
grandi all'università. Come ti approcci con loro?
Cerco prima di
tutto strumenti più oggettivi possibili per creare, valutare e
correggere. Se non posso condividere con loro strumenti con una forza
oggettiva, non è produttivo per coloro che desiderano creare.
Inoltre mi
concentro molto nella pratica, penso che ci siano tanti bellissimi
libri sulla letteratura di Dante, quella medievale. Ma esiste e si
può trovare. A molti piace fare lezione con questo, quello che
voglio condividere io è quello di cui avevo bisogno quando ero
studente: una o molte traccie, per trovare me stesso e avanzare, per
trovare un'espressione personale, un punto di vista con cui
identificarsi.
Questo è l'
importante, non abbiamo bisogno di avere un professore con un
discorso bellissimo e dei dati enciclopedici. Va bene, non dico di
no, ma la cosa principale non è far vedere agli altri quanto sai,
altrimenti tornano a casa e si sentono peggio perché si chiedono se
sono pazzi di fronte a un uomo o ai grandi poeti che hanno fatto di
tutto.
Cosa potrebbe fare
uno studente? Meglio fare il tassista e dedicarsi alla lettura. Non è
male si può fare, ma se tu hai un desiderio fortissimo di scrivere
meglio imparare come percorrere il cammino per arrivare a essere un
autore e, come continuare ad essere sempre un apprendista, uno che
non si crede di essere arrivato. Perché siamo sempre in cammino, è
vitale e penso che da un significato profondo al nostro lavoro.
"Quando il poeta trova il suo stile, ciao poesia" Octavio Paz, poeta messicano, Premio Nobel.
E' sempre una
costante ricerca.
Questo è quello
che mi interessa fare all'università.
Io stesso come
tanti altri ho vissuto un'esperienza frustrante a scuola, e non è
responsabilità diretta dei professori perché qualche volta non
hanno una conoscenza diversa. Hanno imparato verticalmente e
continuano le loro lezioni verticalmente senza un movimento o uno
scambio.
Anche un'ultima
cosa per chiudere: un problema gravissimo della società, forse di
quasi tutte le possibilità organizzative dell'umanità, è la
richiesta di riproduttori non di produttori. Perché colui che
produce può anche produrre una direzione diversa e portarti via.
Ma la vita è
produrre non ripetere, è creare non ripetere.
Creare qualcosa di
nuovo altrimenti non siamo più un individuo, siamo semplicemente una
parte di un motore.
Il problema
dell'insegnamento è gravissimo.
L'unica libertà
che hai è la libertà d'imparare quello che ti dicono di imparare.
Non puoi domandare, cambiare, proporre un'altra cosa.
Lo si nota anche
in tutte le decisioni politiche nazionali e internazionali.
I bambini non
contano, i giovani non contano, solo quando possono mettere un voto a
18 anni, ma contano per il voto, perché così il presidente diventa
tale.
Mi sembra o almeno
spero, che un giorno ci sarà uno spazio per la voce dei bambini.
“Cosa pensano
sull'integrazione europea?” “No, i bambini non possono pensare
perché sono esseri in formazione.”
“Sai una cosa?
Anche tu, anche noi, siamo tutti esseri in formazione.”
La loro esperienza
è più breve, ma il loro spirito, il loro cuore è molto più sano
del nostro. Ci sono tante cose che si possono imparare dai bambini ma
nessuno li lascia parlare.
Io immagino un
mondo, o forse una nazione, o forse una città dove la parola dei
bambini avrà uno spazio e ci sarà chi li ascolterà, allora forse
si giungerà a soluzioni molto diverse per l'umanità.
Non so se tu c'eri
quando raccontavo di una bambina che a scuola le dicevano “ a tu
sei un poeta, non hai un poema sulla scuola?”
Ce l'aveva, e dopo
averlo letto tutti volevano sparire: “Escuela casa invisible que te
mete nella cabeza un faro di humo” (scuola, una casa che non esiste
che ti mette nella testa una luce di fumo).
La bambina non
poteva spiegare il significato, ma meglio così, perché se spieghi
la poesia, la uccidi.